UNA VOCINA IN ANTEPRIMA

Era un bel pomeriggio di primavera, Anna stesa su una sedia a sdraio, a un certo punto, stanca di leggere e di seguire distrattamente la televisione, fece appena in tempo a mettere da parte un libro sulla maternità e spegnere la TV, che si assopì.
Cominciò a sentire una vocina che proveniva dal suo grembo ormai in stadio avanzato di gravidanza: “Mamma, mamma! Qui, dove io come tanti altri nascituri destinati a venire in codesto mondo, siamo piuttosto turbati da quel che ci toccherà affrontare una volta nati.
Anzitutto sappiamo che la nostra vita è stata accesa per l’eternità e già questo ci spaventa soprattutto perché, una volta giunti sulla terra, non ricorderemo più nulla dell’aldiquà e non avremo nessuna garanzia sul destino che ci toccherà dopo che avremo speso il tempo comunque limitato trascorso nella vita terrena.
Anzi, quel che ci preoccupa ancora di più è che ci vorranno degli anni prima che acquisiamo un certo grado di consapevolezza e, nel frattempo, resteremo in balia di speranze, spesso illusorie, mentre voi ci fate nascere prevalentemente in base a calcoli e a vostre esigenze personali che poco o nulla hanno a che fare con le nostre potenzialità progettuali
Qui ormai s’è diffusa la voce che state rendendo il pianeta Terra sempre più inabitabile. Sappiamo che tanti bambini soffrono di affezioni da inquinamento.
Per consentirvi dei figli, voi vi preoccupate soprattutto delle disponibilità finanziarie come se, per realizzarci come persone, bastasse soltanto il denaro. Nessuno mette in discussione la sua fondamentale importanza come pure l’altra vostra aspirazione di inserirci nel mondo lavorativo perché si abbiano sufficienti fondi per pagare la pensione agli anziani, ma noi riteniamo nostro diritto di essere considerati anzitutto come persone.
Nell’accingervi a mettere su famiglia seguite prevalentemente le suggestioni di mercato e non badate a spese e a fatiche per fare del vostro meglio per il giorno delle nozze. Ma quanti di voi danno la dovuta importanza al fatto che voi trasmettete alla prole tutto di voi: dalle predisposizioni legate al patrimonio eredo-genetico sino ai vostri quasi mai assenti problemi psicologici risalenti alla vostra infanzia.
Non dovreste anzitutto risanare il vostro organismo, la vostra personalità prima di improvvisarvi genitori ed educatori?
Saremmo tentati di far di tutto, se potessimo, per rinunciare a nascere.
Tuttavia, anche qui si spera che vi decidiate a fare qualcosa per migliorare almeno l’ambiente naturale e che vi rendiate conto che noi riteniamo di avere diritto di essere accolti come persone per vivere una vita sana e dignitosa”.
A questo punto, Anna che, per un po’ in stato di dormiveglia aveva continuato a seguire, tra l’incredula curiosità e una sconvolgente paura, quella surreale esperienza, si svegliò del tutto e, in base alle proprie conoscenze di psicologia, cercò di rassicurarsi che quella vocina era provenuta dal proprio inconscio convinta e decisa, però, che qualcosa occorreva fare sia per migliorare la situazione ambientale sia per risanare nel corpo e nella mente se stessi.

Roma, 22 aprile 2002 _______________________Pier Luigi Lando