IL PROF. EMILIO CARSANA INTERVISTA IL DOTT. PIER LUIGI LANDO

____Carsana: Dr. Lando, lei da oltre un trentennio sta conducendo una ricerca di ecologia psico-sociale. Vuol specificare di che si tratta?
____Lando: Si tratta di una ricerca che considero aperta, cioè in itinere o, per usare un anglismo di moda, in progress, vale dire che non si tratta di una teoria conclusa, ma che tende a recepire ogni conoscenza che giovi al benessere fisico, mentale, sociale e spirituale di ciascuno di noi.
____Carsana: Perciò una specie di mosaico del sapere dove ogni tassello deve essere confrontato con gli altri prima di essere, a sua volta, inserito, una filosofia di vita con riflessi eminentemente pratici. Quali, in particolare?
____Lando: Da che mondo è mondo, l’Homo sapiens, non avendo le istruzioni per l’uso né del suo cervello né di quanto si presentava o si imponeva a lui quotidianamente o in modo assolutamente nuovo, occasionalmente, ogni tanto oppure una tantum, per far fronte alle diverse evenienze problematiche - che fossero problemi di salute o di rapporto con i propri simili e di ogni altra cosa facente parte del suo ecosistema - ha dovuto procedere per tentativi ed errori. Così, ogni espediente che gli desse un risultato immediato e che appariva soddisfacente divenne parte della tradizione culturale.
____Carsana: Si riferisce al concetto di Selezione Culturale di cui parla in alcuni suoi scritti più recenti?
____Lando: Esattamente.
____Carsana: Già nel suo libro: Ecologia psico-sociale e salute del 1999 accennava ad alcune conseguenze in vario campi operativi…
____Lando: Vorrei sottolineare ancora le ricadute sugli interventi terapeutici: l’attenuazione o la scomparsa del sintomo che appariva più grave era ritenuta senz’altro valida.
____Carsana: Mi pare che lei stia dando a intendere che questo risultato potesse trarre in inganno…
____Lando: In realtà, per quanto riguarda il campo medico, non conoscendo la natura del male, magari si riteneva che il problema fosse la febbre e si ostacolava questa difesa fisiologica particolarmente utile contro un’infezione virale. Insomma si considerava valida la sostanza adoperata all’uopo in base al sintomo che appariva più allarmante e tale sostanza rimaneva codificata per essere adoperata senz’altro in casi simili.
Una delle conseguenze che mi preme sottolineare è quella dei cosiddetti metodi educativi: per tenere a bada una naturale vivacità dei bambini e, ancora di più, manifestazioni della fase dell’opposizione e dei dispetti, tappa importante per l’irrobustimento dell’Io e per l’acquisizione di una propria identità, tradizionalmente si è ricorso a intimidazioni, ricatti e quant’altro potesse contenere i comportamenti disturbanti dei soggetti in tenera età. Si pensi ancora alle nefaste interferenze su altrettanto naturali manifestazioni dello sviluppo psico-sessuale, quale la masturbazione.
____Carsana: Lei è tra coloro i quali la ritengono una tappa fisiologica…
____Lando: Nei primissimi tempi di vita fa parte delle manifestazioni da carenze affettive, si accompagna ad altri sintomi quale quello di graffiarsi e, più in là, con movimenti stereotipati quale il dondolarsi. In età puberale sembra avere il significato, non solo di collaudo, ma anche di integrazione tra corporeo e immaginario. Come collaudo sembra dar ragione alla massima ciceroniana per la memoria: “Nisi eam exerceas, minuitur”, principio che vale per ogni funzione vitale, senza l’esercizio vanno in ipotrofia i muscoli come pure le funzioni sensoriali. Per quanto riguarda la finalità integrativa, devo far menzione ad un’altra modalità di sviluppo delle varie funzioni dell’organismo: sin dalla vita fetale, c’è il momento, per esempio, in cui si sviluppano l’occhio e le vie nervose con esso collegate, c’è un altro momento in cui si sviluppa quanto è connesso con la funzione uditiva e via di seguito, ma poi c’è il momento in cui avviene l’integrazione delle vari funzioni…
____Carsana: Come musicologo mi viene in mente il modo come procede un direttore d’orchestra quando prepara un concerto…
____Lando: Come melomane, non posso che apprezzare l’accostamento…
Mi preme rilevare che le interferenze “educative” in proposito possono dar luogo a varie disfunzioni, perfino mettere a tacere la stessa funzione o, come per tutto ciò che viene represso, riemergere in modo più problematico o se vogliamo adoperare il termine moralistico, pervertito.
____Carsana: A proposito della fase dell’opposizione e dei dispetti, ultimamente, lei ha attribuito a una mancata adeguata elaborazione di questa fase la tendenza dei giovani ad aderire a sette sataniche. In che modo potrebbe sostenere una tale tesi?
____Lando: Si tratta di un’ipotesi fondata sul fatto che questo tipo di scelta ha le caratteristiche di una estrema trasgressione che sembra inserirsi in un’escalation di un atavico conflitto generazionale e nel cui tragitto viene preceduta da quella della droga, lancio di sassi, frequentazione di discoteche con rientri alla mattinate, pettinature e adozione di modi di vestiario e quant’altro stravaganti, comportamenti anarchici e perfino terroristici. In breve, mi sembra che tutti questi comportamenti abbiano come denominatore comune l’intento di sorprendere, di shockare gli adulti,. in particolare i genitori e di chiunque svolga funzioni di autorità in seno alla società organizzata, sconvolgendo il loro quieto vivere. Se questi comportamenti hanno come scopo quello di attirare l’attenzione su di sé, dal punto di vista psicodinamico e semantico si possono considerare come una specie di rivalsa in risposta all’essere trascurati realmente o a un vissuto di questo genere in seno alla famiglia. Inoltre, può essere indicativa per la tesi dell’escalation il fatto che per l’assunzione di droghe è come se “si corra il rischio” di non apparire come trasgressori, ma “di venire compresi”, bisognevoli di cure. Del resto, anche riguardo il rincasare alle mattinate ormai è divenuto moda e i genitori si mostrano rassegnati. Insomma, è come se i giovani vadano alla ricerca di comportamenti che abbiano una carica trasgressiva sempre più shockante.

____Carsana: Molti di questi comportamenti, come lei stesso ha affermato nella sua composizione ironica e in versi: Ode a Madame Mammona, rispondono a esigenze di mercato…
____Lando: Sì. Per esempio, nel fenomeno droga è più evidente il circolo vizioso che si forma tra domanda - consistente nei problemi psicologici degli utenti - e l’offerta, cioè gli interessi mercantili degli spacciatori.
____Carsana: Uno dei temi che le sta più a cuore mi pare sia quello delle attività di gioco.
____Lando: E’ vero. Da oltre un trentennio, come socio del C.I.G.I. ( Comitato Italiano per il Gioco Infantile), nobile creatura di Adriano Olivetti, generosamente e con competenza guidata dall’altrettanto compianto Dino Perego, grazie anche a borse di Studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ebbi modo di estendere ed approfondire sul campo le preziose potenzialità delle attività ludiche.
____Carsana: Di ritorno da una di queste Borse di Studio, lei nelle estati del ’65 e del ’66, organizzò un soggiorno estivo sperimentale per fanciulli dislessici in quel di Catanzaro e, successivamente, in alcuni quartieri di Roma e del Lazio varò diverse iniziative a carattere ludico, Nel 1969, in seno a un convegno: Gli ospedali in Italia, svoltosi presso l’Istituto di Medicina Sociale, propose le attività di gioco per i bambini in ospedale, praticò psicoterapie di gioco presso un centro per donne separate. Diverse sue pubblicazioni sono dedicate al gioco. Nel marzo del ’85, a un convegno: Scienza e Gioco, tenutosi presso Palazzo Braschi, parlò del gioco come di un felice espediente adottato da Madre natura per motivare, a un certo punto della scala filogenetica, i viventi ad assumere informazioni che la stessa Natura non riusciva più a immetter nel genoma.
Perché tanto interesse per il ludico?
____Lando: Sin dalla pubblicazione dell’Introduzione all’ecologia psico-sociale, dalla Editrice Armando (1976), il gioco è stato considerato tra i fattori di crescita bio-psico-sociali.
Per non andare oltre lo spazio consentito a questa intervista, basti por mente al fatto che nelle specie che ci precedono nella scala filogenetica, le attività di gioco si dimostrano come le più congeniali per preparare i cuccioli ai compiti che svolgeranno da adulti. Ma forse anche come modalità catartica, nel senso che i cuccioli, a volte traumatizzati per aver assistito a violente lotte tra adulti, poi, sembra che si facciano una specie di psicodramma, ripetendo per gioco tali lotte.
____Carsana: Lei ha parlato pure di patologia da carenze ludiche…
____Lando: Se consideriamo per ludico ogni esperienza gradevole e teniamo presente che ogni esperienza gradevole stimola la secrezione dei cosiddetti ormoni del piacere e della salute ( mi riferisco alle endorfine), già nel rapporto primario, il contatto fisico con la madre dà l’abbrivo a un percorso di benessere. E’ noto come un esperto dell’O. M. S., J. Bowbly, nel suo libro “Soins maternels et Santé Mentale” pubblicato nel 1951, in base a osservazioni internazionali da parte di pediatri, documentava il fondamentale ruolo svolto dalle cure materne ai fini dello stato di salute. I preoccupanti fenomeni di estrema e anche mortale denutrizione che colpiva, nonostante le peraltro adeguate condizioni igieniche e di alimentazione, i bambini deprivati dal contatto fisico con la madre, oggi sono comprensibili grazie alle conoscenze sui neurormoni da stress sulle endorfine che si sono rivelate importanti per l’eutrofismo fisico, il tono dell’umore e l’immunità di tutti noi.
____Carsana: Lei propone da circa un quarantennio le attività di gioco anche a fini pedagogici.
____Lando: Basterebbe pensare al risvolto delle imposizioni di nozioni dalla scuola tradizionale per rendersi conto che tutto ciò che viene appreso in modo gradevole, si pensi alla simpatia di qualche insegnante, in vero rara avis, che ci ha fatto amare una disciplina per altri ostica. D’altro canto, è pure noto che l’avversione per una o più materie è ricollegabile al rapporto negativo con i rispettivi docenti. In proposito, ricordo che, da una ricerca condotta dal CIGI di Ivrea presso alcune scuole del Nord Italia, risultò che tra le motivazioni di aspiranti docenti a scegliere professionalmente una materia vi era l’odio per tale materia, odio che, poi, veniva trasmesso agli allievi.

____Carsana: Ricordo che lei più d’una volta, rifacendosi a un pensiero del suo prof. di malattie nervose e mentali, Mario Gozzano, ha affermato che le reazioni rigidamente moralistiche sono sempre sospette dal punto di vista morale e psicodinamico e che la quotidiana dimostrazione di ciò la danno le persone morbosamente gelose le quali non sempre si trovano con la coscienza a posto tanto da poter scagliare la prima pietra!.
Ma, tornando al discorso della scuola, le doti carismatiche positive potrebbero essere un’alternativa al “sette in condotta” ?.
____Lando: Certamente. Ognuno di noi potrà ricordare come tanti nostri docenti non abbiano avuto mai la necessità di adottare modi autoritari. Bastava il loro autorevole, simpatico carisma per tenerci, non soltanto buoni, ma anche nella migliore disposizione ad apprendere, mentre con altri insegnanti si ingaggiava una specie di braccio di ferro…
____Carsana: Lei, che in diverse pubblicazioni e interventi a convegni, corsi di aggiornamento per docenti, direttori didattici e presidi, ha più volte rilevato una frequente discrepanza tra età anagrafica ed età pedagogica, riterrà che la legge attuale che anticipa l’età per la frequenza della scuola aggraverà la situazione che ha perfino definito di violenza da parte della scuola che pretende soddisfacente profitto scolastico anche da chi non ha gli strumenti cognitivi, cioè i prerequisiti.
Lei tuttora propone le attività di gioco da impiegare all’inizio della scuola dell’obbligo…
____Lando: Ricordo che ai tempi del Ministro della Pubblica Istruzione, Gui, egli interpellò l’Associazione Genitori, della quale facevo parte, per avere un parere sull’opportunità di anticipare la frequenza della scuola dell’obbligo a 5 anni. In seno a un ristretto gruppo di lavoro, allora io avevo proposto di posticipare tale obbligo a 7 anni per dedicare un anno ad apposite attività ludiche tra bambini destinati a una medesima classe, animate da personale in grado di individuare eventuali carenze nei prerequisiti, quali deficit sensoriali, in particolare visivi e auditivi, per colmare svantaggi culturali facilitare il superamento di problemi sorti nell’ambiente familiare, il trauma del passaggio da una vita a responsabilità limitata a quella dell’impegno scolastico spesso aggravata da attese da parte dei familiari e di altre ansiogene esperienze, quali l’impatto del confronto con compagni che spesso sembrano dedicarsi prevalentemente all’uso dello “sfottò” contro i più timidi e deboli, nonché il sentirsi giudicati dal docente suo malgrado incastrato, dalla scuola tradizionale, a giudicare l’allievo in base al profitto e alla condotta, senza conoscere o non poter tener in debito conto circa il back-ground culturale, psico-emotivo dell’allievo,. Tali attività ludiche gioverebbero anche per la socializzazione degli scolari.
____Carsana: Ma lei si è pronunciato contro il fatto che il docente si prenda cura dei problemi psicoemotivi.
____Lando: In effetti, ritengo ancora che sia bene che il docente sia a conoscenza della situazione personale dell’allievo, ma egli/lei dovrebbe limitarsi a svolgere il ruolo di docente e astenersi dal prenderne cura dei problemi psicoemotivi che potrebbero venire superati tramite attività di gioco sempre animate da personale appositamente preparato. Per un’ulteriore comprova della validità del ludico, basterebbe pensare alla possibilità di avviare a soluzione uno dei drammi spesso ignorati dello scolaro, ossia quello della pseudodeficienza. Basti pensare che di solito si tratta di bambini con intelligenza anche di molto superiore alla norma e che per la loro sensibilità risentono più di altri di situazioni di disagio familiare.
____Carsana: Anche in un suo intervento a una trasmissione di radio3, “Prima Pagina” sostenne che le carenze ludiche potrebbero costituire un fattore di rischio per gli incidenti sul lavoro in genere e ,in particolare, per la guida di autoveicoli.
____Lando: dai vari dibattiti che ascolto o leggo sull’argomento, mi pare che dei tre principali fattori di rischio riguardo agli incidenti stradali, viene ignorato quello umano che, a sua volta comprende sia le abilità psicomotorie sia le componenti psicologiche cioè la personalità dell’automobilista, mentre ci si limita a considerare il fattore meccanico relativo all’autoveicolo, velocità compresa e quello delle condizioni della strada. Per quanto riguarda il fattore umano, di solito, vengono prese in considerazione soltanto gli effetti tossici, dalle droghe all’alcolismo.
Per rispondere in modo più attinente alla sua domanda, mi ricollegherei ancora alle osservazioni etologiche: i cuccioli di altre specie affinano le loro abilità motorie mediante il gioco. Tramite le attività di gioco si preparano ai loro compiti da adulti.
Ora, gran parte degli autisti di oggi sono quei bambini di ieri che avranno pure consumato giocattoli, ma che, avendo condotto vita prevalentemente sedentaria in appartamenti che non consentono di giocare, per esempio, con la sabbia e con l’acqua che giova anche a metabolizzare l’aggressività e incanalarla in senso costruttivo, affidati a mamma TV e, più di recente, al computer, in breve, che non hanno avuto opportunità di fare quei giochi che gioverebbero a sviluppare abilità psicomotorie indispensabili per chi nella guida deve avere prontezza di riflessi, soddisfacente valutazione delle distanze, buona efficienza del coordinamento occhi arti, si trovano in difficoltà nelle attuali condizioni di traffico sia cittadino che in autostrada. D’altronde, non mi risulta che gli attuali esami di guida siano in grado di evidenziare deficit psicomotori e tampoco turbe della personalità.
Avendo avuto esperienza di ludoteca, ho avuto modo di osservare come tanti bambini fossero alquanto impacciati al loro arrivo. Un amico psico-pedagogista, in un’indagine condotta alcuni anni fa nelle prime elementari a Torino, mise in evidenza gravi ritardi psicomotori in scolari delle prime elementari.
Se a queste carenze si aggiunge il fatto che molti assumono psicofarmaci in tenera età….
____Carsana: questo mi sembra un punto molto interessante e le chiedo di precisare in che modo tale somministrazione risulta deleteria , credo non solo per la guida di autoveicoli….
____Lando: In realtà questo problema mi ha assillato da quando venni a conoscenza che si somministravano psicofarmaci in soggetti in età evolutiva e, specialmente quando al Ministero ero responsabile della divisione che si occupava delle tossicodipendenze, cercai in ogni modo di attirare l’attenzione di chi sarebbe potuto intervenire per rendere consapevoli anche i genitori, del fatto che tali farmaci possono interferire con la conduzione intersinaptica in momenti in cui il cervello si sta sviluppando giovandosi molto degli stimoli che riceve dall’ambiente. Basterebbe tenere presente che tali stimolazioni inducono i neuroni a formare nuove proteine.
____Carsana: Quindi, l’”imbranamento”, lo scarso profitto scolastico, la mancanza di interessi culturali in molti dei nostri ragazzi, di cui ci si lamenta sempre più potrebbe essere ricondotta agli psicofarmaci assunti durante i primi anni di vita?
____Lando: Esattamente. Non solo, ma anche di molti disturbi comportamentali possono essere responsabili proprio gli psicofarmaci. E ribadisco ancora il concetto che essi nascondono spesso i problemi reali….
____Carsana: Tappano la bocca a chi grida aiuto!
____Lando: Mi riferivo proprio a questa espressione.


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