Vi sarebbe ancora da considerare i danni sul cervello in evoluzione
che sarebbero provocati da onde elettromagnetiche, in particolare
dai cellulari, ma ancora la questione è scientificamente sub judice.
Nel dubbio, però, con buona pace degli interessi di mercato, sarebbe
saggio essere più prudenti: l’efficienza del cervello dei nostri simili
ci dovrebbe interessare al massimo se non altro perché ne va di mezzo
la sicurezza di ciascuno di noi, specialmente di quanti rischiano
di trovarsi coinvolti in un incidente stradale, nei quali, ribadisco
il concetto, il fattore umano gioca una parte rilevante!
____Carsana: Mi risulta che l’argomento prediletto,
vero cavallo di battaglia per lei, è quello della famiglia
____Lando: In proposito,
vorrei precisare che quando attribuisco a questo modello familiare
buona parte dei problemi, che i genitori con le migliori intenzioni
di questo mondo generano, non intendo né eliminare la famiglia né
colpevolizzare i genitori, ma sollecitare una consapevolezza sul suo
funzionamento che dovrebbe essere in favore della crescita armonica
dei figli.
____Carsana: Che cosa
propone allora?
____Lando: Chi si accinge a mettere su famiglia
dovrebbe essere consapevole che trasmette ai figli tutto di sé: dalle
informazioni eredogenetiche ai problemi risalenti alla propria infanzia
quasi sempre presenti e che in qualche modo potranno interferire con
un sano sviluppo dei figli.
____Carsana: Cosa dovrebbero fare allora queste
coppie? Non si è mai parlato di questi doveri.
____Lando: Se in passato queste premesse sono
rimaste ignorate, è perché non c’era alcuna possibilità di verificare
il proprio genoma né di prendere cura di problemi psicoemotivi
in modo adeguato. Ovviamente, non intendo sostenere che i nubendi
si dovrebbero sottoporre a lunghe e dispendiose sedute psicoanalitiche.
Oggi vi è tutta una gamma di possibilità per aiutare nubendi ed educatori
in genere a ché i propri problemi non ricadano sui piccoli a loro
affidati, dal counseling e ai gruppi di discussione alle
numerose psicoterapie brevi. E’ soprattutto sul modo come oggi una
coppia si forma che trovo da ridire.in particolare sul fatto che ci
si sposa prevalentemente mossi da suggestioni di mercato, mentre i
figli nascono, quando non per sbaglio, soltanto in base al fatto che
si desiderano.
____Carsana: In proposito
lei affermò ripetutamente, sin dagli anni ’80, che tra
i figli più desiderati vi sarebbero quelli più maltrattati…
Lando: In vero, non si tiene conto che anche il desiderio può essere
malato. Se esso assume le connotazioni della ossessività, come appare
nei casi in cui si voglia un figlio ad ogni costo, probabilmente esso
è inquinato da componenti psicopatologiche.
____Carsana: Vale a dire…
____Lando: Può trattarsi di compulsione
a ripetere.
____Carsana: Per esempio?
____Lando: Se durante la propria infanzia
si è rimasti traumatizzati dalla nascita di un fratellino o una sorellina
rivale, specialmente se le relative reazioni di gelosia sono state
represse, potrà prevalere il principio della cosiddetta legge
del taglione che rimane vigente nel profondo della psiche.
____Carsana:
E allora?
____Lando: Tali reazioni,
in seguito, quando si avrà la possibilità di smaltirle
sia pure contro bersagli sostituivi, cioè per via transferale,
potranno indurre alla ricerca ossessiva della situazione traumatica
a suo tempo subita. A me risulta che la compulsione a ripetere
di freudiana memoria, piuttosto che spiegabile come dovuta all’istinto
di morte, sia da attribuire a una esigenza della psiche di liberarsi
da un magone, da qualcosa che ci disturba dal profondo. Non è
raro riscontrare che, oltre a un/a figlio/ e, ovviamente allo psicoterapeuta,
diverse altre persone con le quali si instaura un rapporto affettivo
divengano simboli di altri componenti della famiglia di origine nei
confronti delle quali si tende a “regolare i conti” per
via transferale. Si spiegherebbero così tante antipatie e reazioni
emotive, anche drammatiche, altrimenti incomprensibili.
____Carsana: Intende
affermare che la nascita di un fratellino o di una sorellina rappresenti
un trauma?
____Lando: Gli studiosi
dell’età evolutiva conoscono da tempo tutta una serie
di manifestazioni regressive in coincidenza con una tale evenienza,
che vanno dal ritorno dell’enuresi a vari comportamenti aggressivi
ed esplicitamente di rifiuto per il nuovo arrivato e a sintomi che
in seguito sono conosciuti come fobia della scuola, specialmente quando
il bambino per tale dovere lascia a casa la madre con il/la rivale.
Durante il mio lavoro in un ospedale psichiatrico statunitense, avevo
osservato che spesso la nascita di un rivale incideva nel determinismo
di una psicosi. Essa equivaleva alla perdita di una persona dalla
quale si dipendeva psico-emotivamente. Ovviamente si trattava della
ben nota goccia che faceva traboccare il vaso…
____Carsana: Come spiega
questo?:
____Lando: Le devo dire
che in effetti avevo osservato un’altra coincidenza che mi parve
significativa per la sua incidenza: nell’anamnesi di molti ricoverati
era riportato il fatto che da piccolo l’attuale paziente era
stato molto docile.
____Carsana: Questo
che spiega?
____Lando: Siccome questa
docilità può essere indicativa del fatto che il soggetto
non aveva attraversato la fase dell’opposizione e dei dispetti
(attraverso la quale avviene la nascita e l’irrobustimento
dell’Io, si attua la lotta per l’identità e si
può ottenere l’autonomia della propria volontà
da quella dei genitori), probabilmente perché iperprotetto,
l’Io rimaneva debole, tendente a rimanere aggrappato o, successivamente,
ad aggrapparsi a qualcuno in rapporto simbiotico. Egli poteva andare
avanti fintantoché tale sostegno funzionava, ma quando questo
veniva a mancare, si aveva lo scompenso psichico.
____Carsana: Connesso
con l’argomento della famiglia, v’è quello demografico
che mi risulta le sta anche molto a cuore…
____Lando: Sì,
perché, ovviamente, in considerazione e con l’auspicio
che le conoscenze sulla prolificità si andranno sempre più
diffondendo, ci interesserà prendere in considerazione la filosofia
che regola la natalità in seno alla famiglia: questa “filosofia”
è costituita da tanti e ben noti luoghi comuni, tra gli altri
quello che se si badasse tanto alle conseguenze negative, il mondo
finirebbe. A tal proposito, non mi pare che la sensibilità
sociale sia tanto diffusa, cioè che si mettano al mondo figli
per finalità collettive quando, specialmente nelle regioni
a maggiore natalità predominano comportamenti che dimostrano
l’ opposto. E poi, se oggi disponiamo di conoscenze per una
migliore qualità della vita, perché continuare a incentivare
quantitativamente la natalità quando sappiamo che una percentuale
rilevante di nascituri non riusciranno ad avere una vita soddisfacente,
mentre tanti di loro saranno portatori di problemi anche molto gravi
per sé e per gli altri?
Chi si preoccupa di apprestare condizioni favorevoli a uno sviluppo
ottimale di questi tanto desiderati figli?
Gli animali lo fanno per istinto al punto che neanche si accoppiano
se non sussistono condizioni favorevoli alla loro prole. Noi dovremmo
compensare con le conoscenze oggi disponibili al fatto che le nostre
informazioni istintuali vengono sommerse dai condizionamenti sociali,
e dei quali abbiamo già parlato a proposito della selezione
culturale.
E, poi, chi tiene conto del fatto che le risorse ambientali si stanno
dimostrando sempre più limitate? E non mi riferisco a quelle
alimentari, sempre migliorabili, anche con una più equa distribuzione,
ma principalmente al fatto che, data la linea di sviluppo che si sta
diffondendo a tutto il mondo, ogni nuova nascita comporta occupazione
di spazi naturali, che Madre Natura difende in ogni modo, con conseguente
spesso tragiche per le popolazioni (si pensi alle aree sismiche, ai
terreni franosi o a rischio di alluvioni), messa in moto di tutta
una serie di macchine, dai frigoriferi sino agli autoveicoli, il cui
uso si impone sempre più soprattutto perché sempre meno
si riesce a conciliare il modello casa e bottega…
____Carsana: Beh! Forse
qualche speranza in proposito ce la offrono i moderni strumenti telematici…
____Lando: Ho l’impressione
che l’uso e abuso degli autoveicoli non siano tanto mossi da
ragioni di lavoro, mentre ci sono tanti motivi di mercato per cui
i messaggi che incentivano i bisogni indotti, diventano moda: “rimanere
tappati in casa fra quattro mura”, per guardare la TV, leggere
un libro, ascoltare musica, o, anche per stare in ozio, viene fatto
sentire come vergognoso. In altre parole voglio dire che, qualora
si riuscisse a recuperare il modello casa e bottega, “la folla
solitaria” di Riesmann continuerebbe ad essere telecomandata
a muoversi fuori casa e il risultato rimarrebbe invariato.
Pensi ai nostri ragazzi che, proprio nel tempo libero, che comunque
devono guadagnarsi, vengono spremuti come un limone, prima nei bar,
poi nei pub, piano bar, discoteca sino al mattino quando saranno pronte
le brioche; per non dire dei regali per tutte le ricorrenze ed eventi
che si presume occorrano una tantum nella vita, dai battesimi alle
nozze. Pensi, ancora, a quanto queste mode costino di sofferenze e
vite umane, oltre che di costi sociali a causa delle conseguenze menomanti
dei sopravvissuti alle stragi del sabato sera e non soltanto di questo
che ai tempi di Leopardi era “tra i sette il più gradito
giorno”, ma per altri motivi!
____Carsana: Lei è
stato tra i primi in Europa a utilizzare la chiave di lettura offerta
dalla Teoria dei tre cervelli del direttore del prestigioso
Istituto di Bethesda per lo studio comparato del cervello, Paul MacLean,
in particolare, attribuendo al processo di simbolizzazione
di tanti comportamenti di base del livello di organizzazione cerebrale
filogeneticamente più antico, denominato dallo stesso
autore cervello" rettiliano”, la possibilità
di comprendere alcuni comportamenti umani, specialmente per quanto
riguarda i rapporti all’interno della coppia e della famiglia,
nonché di quelli dell’ambiente di lavoro.
____Lando: Ricordo che,
al momento in cui stava per andare in stampa il mio primo libro, 1976,
tre psicoanalisti, tra cui il figlio del mio editore Armando, venivano
espulsi dall’Istituto di psicoanalisi di Roma perché,
come tanti colleghi e allievi di Sigmund Freud, con le loro pubblicazioni
si erano allontanati dall’ortodossia freudiana. Nel contempo,
rimanevo alquanto sconcertato nel costatare l’acredine di Eric
Fromm nei confronti di Conrad Lorenz. Questo in coincidenza con lo
sconfinamento
di Lorenz nel campo speculativo umanistico dove sembra che Fromm la
facesse da padrone.
Mi capitò, inoltre, di vedere un documentario dove potevo rilevare
come i genitori di alcune specie animali curavano i pulcini o i cuccioli
fintantoché essi mantenevano la livrea di cuccioli, ma appena
i loro figli sviluppavano quella da adulti, venivano allontanati anche
in malo modo. Mi era capitato, ancora, di osservare reazioni aggressive
in coincidenza di invasioni nel campo di competenza scientifica o
burocratica di chi si trovava come il legittimo titolare. Durante
una funzione religiosa, notai che a un certo punto si svolgeva una
specie di atti di sottomissione al capo. Questi fenomeni attirarono
la mia attenzione sui rapporti tra coniugi, tra genitori e figli e
altri rapporti privati. Cominciai a pensare che, per esempio, la territorialità.
che nelle altre specie è rappresentata da quella fisica, nell’uomo
diveniva privacy, campo di competenza. Ovviamente, c’entrava
quasi sempre la leadership e la posizione gerarchica nel branco, pardon,
nella coppia o nel gruppo. Tanti, altrimenti inspiegabili tensioni
tra un genitore e un/una figlio/a, ivi compresi quelli dei maltrattamenti
tra figli desiderati ad ogni costo, si potevano spiegare in base a
un processo di simbolizzazione, nel senso che, per esempio,
una madre “vedeva”, inconsciamente una figlia come la
sorella rivale, ma anche un partner coniugale poteva percepire l’altro
come il fratello o la sorella rivale. Tra i tanti fenomeni che si
potrebbero spiegare secondo questa chiave di lettura, a me risulta
che ciascuno dei 24 modelli comportamentali di base presenti nel
cervello da rettile, quando è in piena attività
può attenuare l’attività di un altro. Questo mi
sembra che avvenga tra istinto materno ed erotismo. Forse i maschi
di altre specie l’avranno scoperto prima di noi se consideriamo
che il leone come pure il gatto, quando ha scelto una femmina per
accoppiarsi e questa sta accudendo i suoi cuccioli e non va in calore,
egli glieli uccide. Ho potuto constatare che molte donne attraversano
una fase di frigidità durante il maternage, anche quando questo
tipo di situazione neuropsichica è attiva riguardo ad altre
persone, perfino nei confronti del coniuge.
____Carsana: Secondo
questa chiave di lettura si potrebbero spiegare anche tanti orrendi
delitti tra familiari…
____Lando: Credo che
tale chiave di lettura possa dare qualche elemento in più per
la comprensione di tanti fenomeni apparentemente assurdi che si verificano
tra persone per le quali si dà per scontato l’amore e
l’affetto, specialmente se si tiene conto che la simbolizzazione
è propedeutica al processo del transfert.
Mi preme rilevare soprattutto il fatto che l’Homo sapiens ha
pagato a caro prezzo, almeno sinora, il processo di evoluzione del
proprio cervello: mentre da una parte gli offre incommensurabili possibilità
di acquisire informazioni, di elaborarle, di immaginazione, quindi
di formulare nuove ipotesi, di creazione artistica, dall’altra,
come ho accennato prima, s’è trovato nelle condizioni
di dover procedere per tentativi ed errori. Le altre specie, che hanno
il livello esecutivo del cervello più vicino a quello pre-programmato,
cioè la sede delle istanze istintuali, “sanno”
cosa fare, come comportarsi nelle principali circostanze della loro
vita: dalla gestione delle tensioni aggressive specialmente con i
conspecifici, alla scelta del partner, all’allevamento dei figli
all’optimum consentito dalla propria specie. In proposito, trovo
ammirevole la loro “capacità di valutazione”, ovviamente
regolata dagli istinti, riguardo alla “decisione” di prolificare.
Basti pensare che fa notizia quando lo fanno, per es., in condizioni
di cattività.
Lo sviluppo dei tre livelli di organizzazione del nostro cervello,
quindi l’enorme complessità delle articolazioni intersinaptiche,
in particolare del livello intermedio della nostra organizzazione
cerebrale, ha comportato un enorme allontanamento tra il livello delle
informazioni pre-programmate (istinti) e la corteccia,
livello esecutivo che ci consente di decidere consapevolmente.
In base a ciò, ci potremmo rendere conto di quel che richiederebbe
di preparazione e intelligente sensibilità la funzione
educativa.
__2_____________________________________________________________________________________indietro__continua
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