LA PRESENTAZIONE DELLA NEONATA SOCIETA’ DI ECOLOGIA PSICO-SOCIALE
IN CASA DEL PRESIDENTE BRUNO DEL ROSSO



Così, grazie all’ostinata determinazione dell’amico e collega Bruno Del Rosso, la fortunosa ricerca ecopsicosociale, proprio in clima natalizio, dopo oltre un trentennio di travaglio, è nata come Società Internazionale.
Del Rosso ha accettato di assumersi l’onere della presidenza e ieri, sabato 7 c. m., ci ha accolto nel salone di casa sua per un brindisi, offrendoci anche un generoso buffet e la presenza di tante persone, operanti in diverse aree. Incontri preziosi questi per l’avvenire di una Società che, come egli stesso ha sottolineato, si fonda su una ricerca multidisciplinare.
Bruno Del Rosso si è incaricato di questa onerosa impresa quando io avevo ormai abbandonato la barca alla deriva, tra l’altro indotto dalla constatazione della deludente fine cui erano andate incontro tante associazioni, tanti movimenti e quant’altro aveva fatto sognare diversi utopisti, consolandomi del fatto che l’utopia ecopsicosociale avrebbe giovato comunque a me e a qualcuno che si sarebbe o si era già rivolto amichevolmente a me in momenti difficili.

Ho attribuito ad essa l’epiteto di fortunosa ripensando a quanti eventi positivi e negativi che, almeno in quel momento, apparivano tali:
- casuali promettenti incontri con persone che, a vario titolo e per un certo tempo, si erano offerte per collaborazioni lusinghiere svanite magari dopo aver dato un contributo che soltanto a distanza di tempo si sarebbe dimostrato coincidente con altri tasselli di un mosaico di conoscenze;
- esperienze professionali e di vita,. scelte subite o deliberatamente compiute senza che ci fosse in quel tempo neanche l’obiettivo di un lavoro finalizzato a quanto poi si è andato configurando come un’insieme di conoscenze utili al benessere personale, nonché per la prevenzione di tanti problemi, segnatamente di quelli relazionali risultanti gravemente patogeni, comunque motivo di amare sofferenze.
Pertanto, si sono andate imponendo principalmente due aree operative per la loro importanza per la persona e per la collettività: la famiglia e la scuola.

La prima agenzia, dove si genera la relazionalità, viene considerata come il luogo della fondamentale soddisfazione dei bisogni primari che dovrebbe sortire un soddisfacente grado di autonomia.
In effetti, la “fame” di prestazioni parentali, fisiologica in tenera età, può facilmente dar luogo a conflittualità che potranno sfociare in conseguenze anche molto gravi, specialmente quando i genitori sono a loro volta. “affamati” di cure parentali.
Ancora più patogena potrà risultare la loro sofferenza per traumi subiti nella famiglia di origine. Oltre alla cosiddetta inversione dei ruoli, i rapporti con i figli rischieranno spiacevoli conseguenze quando non si sia raggiunta una sufficiente maturità genitoriale e la situazione personale sia complicata da traumi risalenti alla propria infanzia. Tra altre conseguenze quelle da mancata disponibilità a favorire una sufficiente autonomia dei figli, senza pretendere alcuna ricompensa, come naturalmente avviene nelle altre specie.
Per quanto riguarda l’agenzia scolastica, basterebbe pensare alle preziose possibilità preventive offerte per le giovanissime età dalle attività ludiche che, animate all’inizio del frequenza della scuola dell’obbligo tra fanciulli destinati a una medesima classe da operatori appositamente preparati, gioverebbero a individuare deficit sensoriali, difficoltà varie, insomma, per verificare la disponibilità di quell’insieme di competenze che è noto sotto la denominazione di prerequisiti.

Poiché Madre Natura, per incentivare l’appetenza ad assumere nuove informazioni, “si è inventata” il ludico al momento dell’evoluzione filogenetica in cui non le riusciva più di introdurne altre nel genoma. Poiché il ludico risulta essere il veicolo più congeniale a tal fine, esso dovrebbe far parte essenziale della didattica.
La preparazione degli operatori scolastici dovrebbe essere completata puntando, sin dai primi anni dei rispettivi corsi professionali, sulle attitudini nonché sulla capacità di condurre un gruppo di lavoro, quale dovrebbe essere una scolaresca, evitando, tuttavia, sia di favorire un funzionamento dello stesso gruppo in senso psicoterapeutico sia di prendere cura di problemi psicoemotivi di singoli allievi.
Diversi altri obiettivi potranno essere perseguiti dalla Società, quali le conseguenze sul piano psicoemotivo, intellettivo, psicosomatico e comportamentale da una condizione di tensione per vari motivi super-accumulata, che Freud aveva trattato come “disagio della civiltà”, riformulata dalla ricerca eco-psico-sociale con l’assunto che più o meno tutti noi siamo organismi inquinati e in tensione.
In proposito, si indicheranno alcune possibilità operative per evitare il ricorso a psicofarmaci specialmente nei soggetti in età evoluiva il cui argomento meriterà un’apposita campagna..
Per le “malgestite” manifestazioni proprie delle fasce dell’età evolutiva, si promuoverà la consapevolezza degli aspiranti educatori, genitori compresi, riguardo alle più comuni tendenze psicodinamiche e psicopatologoiche degli allievi .
Tra le consapevolezze più urgenti quella del significato della cosiddetta fase dell’opposizione e dei dispetti, per evitare almeno che si affibbino epiteti, quali: “sei una peste”, “un piccolo delinquente!”, quando è forte il rischio di identificazioni negative.
Qualcuna delle ricerche, suggerite in fase di pre-costituzione dell’Associazione, è già in corso, come quella riguardante la depressione post-partum e altri problemi del rapporto primario.
Un contributo di conoscenze emergenti anche da esperienze professionali potrebbe tornare prezioso per affrontare, con maggiore conoscenza di cause, sia tante cosiddette devianze giovanili sia comportamenti “criminali” più gravi per i quali spesso concorrono fattori organici neuro patogeni e psico-socio-dinamici. Tra questi quello dovuto al malfunzionamento del gruppo familiare quando produce il cosiddetto paziente designato, di solito amplificatore dei problemi della coppia genitoriale, giacché le conseguenze, anche sul versante sociale, sono pesanti dal momento che tanti “psicotici” risultano essere pazienti designati, mentre il mondo carcerario è ampiamente costituito da soggetti la cui sopraccennata fase dell’opposizione è stata carente, magari perché disinnescata da manipolazioni “educative”, oppure esacerbata da metodi troppo severi
Inoltre, l’attività della Società si amplierà verso l’area che comprende ogni forma comunitaria, sia pure transitoria, di competenza di grandi enti territoriali
Dalla collaborazione di persone come quelle presenti al brindisi in casa Del Rosso, dipenderà, ovviamente, il prezioso contributo per il benessere individuale e delle società.
Un gradito augurio, proveniente dal mondo della cultura, è stato portato dall’avvocato Pier Luigi Pirandello intervenuto con la sua gentile signora Giovanna.

Roma. 8 gennaio, 2006 - Pier Luigi Lando