Tematiche ecopsicosociali per una serie di audiovisivi


di Pier Luigi Lando
con la collaborazione di Alessandra Guarino e Umberto di Cesare

“Fatti non foste (o non fummo?) a viver come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza” (Dante)
“ Se sai, sei, se non sai, sarai di qualcun altro” (Don Lorenzo Milani)

Convinti che ciascuno di noi rappresenti una risorsa preziosa per la collettività, la cui condizione vitale e relazionale potrà ricadere vicendevolmente su ciascuno di noi, pur sorvolando sull’immagine retorica che come le cellule di un organismo si fa parte di un unico tessuto, si è accolta la proposta della webmaster Alessandra Guarino e con la collaborazione di un cultore della materia Umberto di Cesare, si è deciso di divulgare a viva voce conoscenze da anni espresse per iscritto in articoli, saggi, libri e documenti telematici che potranno giovare a chi è disponibile ad accogliere messaggi di sostanziale cambiamento. Cambiamento non più sostenuto da ideologie avventurose e che purtroppo, hanno funestato la nostra storia, bensì su conoscenze abbastanza collaudate, comunque sempre verificabili.
Data per acquisita la distinzione tra conoscenza come processo o facoltà mentale e conoscenza come frutto di tale attività cerebrale, la serie di audiovisivi che ci accingiamo a svolgere attinge a quanto la pluridecennale ricerca ecopsicosociale ha già tesaurizzato.
La funzione della conoscenza. ci consente di recepire ulteriori informazioni rispetto a quelle ereditate congenitamente. Mentre, esse risultano abbastanza sufficienti per consentire alle altre specie di vivere, convivere e allevare la prole all’optimum consentito dal proprio programmagenetico, per l’Homo sapiens, per vivere al di là di una vita istintuale, allo stato brado, occorrerà acquisire ulteriori determinate conoscenze.
In effetti, l’enorme sviluppo del suo cervello, se da una parte lo hanno allontanato dalla voce istintuale della natura, dall’altra, con lo sviluppo delle strutture memorizzanti, gli ha dato la possibilità di recepire, tesaurizzare, elaborare e trasmettere un’infinita messe di dati. di esperienze e di emozioni.
Purtroppo, dobbiamo constatare che l’acquisizione di altre conoscenze, essendo di necessità avvenute per tentativi ed errori, spesso non corrispondono alle esigenze di uno sviluppo armonico della nostra personalità e, di conseguenza, a una soddisfacente evoluzione dei rapporti interpersonali, con l’ecosistema inteso sia in senso fisico che sociale.
L’ Homo sapiens, quindi, sin dai primi tempi, avendo ritenuto soddisfacente l’effetto immediato di tanti suoi interventi, scotomizzando o sottovalutando gli effetti secondari negativi, ne ha subito le conseguenze. Tra queste, ad es., quelle dovute all’eliminazione di un dolore o della febbre.
Ma le conseguenze che ci interessano almeno per ora di più sono quelle causate da espedienti adottati in campo pedagogico, per es, per controllare i comportamenti dei propri cuccioli, nonché dei propri simili, in particolare quelle escogitate dai maschi per controllare i comportamenti della partner, nonché delle donne facenti parte del clan.
Alcuni di tali espedienti, quali le minacce, le percosse, ingannevoli sotterfugi, seducenti manovre e promesse, epiteti negativi e quanto fa parte di rapporti autoritari, sono purtroppo ancora oggi adoperati.
Ecco alcune delle manifestazioni attribuibili a metodi diseducativi che non tengono conto delle potenzialità evolutive della persona:

SPESSO SI GIUNGE ALL’ETÀ ANAGRAFICAMENTE ADULTA:

- Con tanta “fame di mamma” che porta a mantenere o a ristabilire rapporti di dipendenza simbiotica (caratterizzata da possessività, ambivalenza, angoscia abbandonica). La soddisfazione di tale fame d’affetto parentale induce a mantenere il rapporto di dipendenza dalla propria madre ma anche a ricercarla nel partner. Tra le conseguenze più comuni: fuga da un rapporto vissuto come incestuoso, ma anche sporco, quindi frigidità relativa, complicazioni di vario genere nel rapporto di coppia) :per esempio, escogitazione (di solito inconsapevole) di motivi di tensione con alternativa di liti e riconciliazione che spesso lasciano l’amaro in bocca, polvere con la miccia pronta per nuove liti come per assicurarsi una certa distanza specialmente erotica. Se ambedue ricercano la madre badante l’uno nell’altra, rischiano anche gravi disfunzioni di coppia come quelle su accennate,rispettivamente: impotenza per lui e, per lei frigidità relativa, nonché dispareunia

In ogni caso, per soddisfare tale bisogno d’affetto con altre figure parentali, occorre una preliminare “regolazione di conti” catartica con le proprie figure di origine, altrimenti si rischiano reazioni transferali negative;

- Con tanta rabbia rancorosa repressa sin dai primi tempi di vita, in buona parte derivante da quanto ha ostacolato la naturale espressione delle potenzialità progettuali della persona, nonché dai rapporti di rivalità conflittuale in famiglia essa verrà gestita in prima persona ma anche per delega. È particolarmente forte in gravi forme depressive e la scarica catartica delle relative tensioni, - specialmente dovuta a perdita di persone care . è salutare, anche in queste ultime forme di sofferenza. In passato e nelle aree rurali le donne avevano quasi sempre l’unica opportunità di scarica emotiva comunque benefica, in occasione di eventi luttuosi.
La nascita di un rivale che sottrae le cure parentali potrà essere vissuta non solo come abbandono ma anche come tradimento. Le conseguenze potranno risultare devastanti per l’equilibrio psico-emotivo;

- Con tanta più voglia di rivalsa, per rifarsi della condizione di inferiorità sofferta durante l’infanzia con la tendenza coatta a ribaltarla quanto più si è sofferto di tale condizione. Insomma, si accende una dinamica di tipo adleriano che da luogo a insaziabile volontà di potenza che, collettivamente, nella storia dei popoli. si traduce in perverse tendenze egemoniche
Chi viene allevato in un clima di violenza, subisce maltrattamenti a volte prima di nascere (v. Saddam Hussein) difficilmente tollererà condizioni di vita di serena convivenza,anzi tenderà a provocare liti e a ricorrere ai modi peggiori per eliminare anche fisicamente i buoni
In proposito, per processi di interazione psicodinamica , “i cattivi” vengono paradossalmente,generati dai “buoni. E’ frequente l’accoppiamento, con attrazione coatta, irresistibile, che passa normalmente come innamoramento (non per nulla si dice di aver perso la testa) da parte di fanciulle angelicamente docili con soggetti violentemente aggressive, sotto l’influsso inconscio quanto coatto di gestire per delega il represso, quanto non si è in grado di gestire in prima persona.
Effetto particolarmente devastanti sulla personalità si hanno per eccessiva prevalenza di severissimi metodi disciplinari rispetto a quelli educativi. Quando, come nel caso Priebke, tali metodi hanno assunto il carattere di lavaggio del cervello con i metodi del dott Shreber, tendenti ad eliminare la volontà del soggetto per sostituirla con quella del’”educatore” si può giungere all’annientamento del libero arbitrio della persona che ubbidirà ciecamente al capo.
Intanto, mentre ci stracciamo le vesti auspicando pene più severe per quanto oggi la cronaca nera ci pone sotto gli occhi, dovremmo trarre profitto almeno da tali lezioni, rendendoci sempre più conto dell’interdipendenza tra la qualità della vita di ciascuno di noi e quella degli altri.
Basti pensare che proprio ciascuno di noi potrebbe incappare in un ubriaco al volante
O ci accontenteremo di concludere i nostri discorsi con il consueto fatalistico: ”speriamo bene” ?

 

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La conoscenza
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Diffusione della conoscenza
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Ecologia psico-sociale 1
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Ecologia psico-sociale 2
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Ecologia psico-sociale 4
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Ecologia psico-sociale 5
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Distribuzione di ruoli
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